Una selezione di fotografie e poesie da Mare chiuso.
Prologo di laguna
C’è un luogodove il mare s’insinuae la terra si arrende,un limbo incerto,confine liquidotra acqua e respiro,patria che mutaa ogni tesa di rete.
Sulle bareneil tempo non scorre:conta le maree,e sa che nessuna ormadura per sempre.
Non esistono isolenella laguna,solo illusioni galleggiantiche parlano al mareguardando il cielo.
La laguna è uno specchioche non mostra il suo volto.Sa tutto e tace,serba un segreto:conosce i nomidi chi resta e di chi parte,e il suo silenziosi posa sul fondo.
Ghebi “Alberi della vita”laguna di Grado
Se voli, li vedi i disegni di Dio: qui scorre la vita che non si svela.da Ghebi
Ghebi ramificatilaguna di Grado
La luce accende vene d’argento incise nel fango.da Ghebi
Barca di pescatorelaguna di Grado
Tra i rami d’acqua la barca è un nido che galleggia sul fondo del cielo.da Ghebi
Barbana al tramontolaguna di Grado
Il santuario ha il volto austero, mille ex voto mi fissano dai muri: cuori d’argento, miracoli sotto vetro.da Per grazia ricevuta
Barbana
Se voli, li vedii disegni di Dio:qui scorre la vitache non fa rumore.
Tra i rami d’acquala barca è un nido:galleggiasul fondo del cielo.
Sospesanel suo riflessosi accende Barbana:fragranza d’incenso;cuori d’argentodai muri veglianoil sonno dei pescatori.
Un rintocco di campanaincrespa la bonaccia,un brivido si stendesulla laguna di Grado.
Dal fondoogni preghiera affiora:è fedeche sa di sale.
Versione per la mostra, rielaborazione di Ghebi.
Ramaçs tal TilimentLignan
A stan su l’aga come ramaçs crevâts di un burlaç, colâts tal Tiliment o tal Lusinç.da Al puart da peraulis
Al puart da peraulis
Cuant che i flumssi rindin al sâl,a puartin peraulische tu crodevis muartis,dismenteadis tai cjamps.
A stan su l’aga come ramaçscrevâts di un burlaç,colâts tal Tilimento tal Lusinç.
Cuant che tal ultina si slargjin sul mâr,dome pocjis a tornin indaûr,sburtadis da l’ondasuntuna riva furlana.
E ’l vint che lis sburtaplea l’arba pognetafin tai cjamps di Aquilea.
Tratôrs come nâfssul orizont di tiara:li la spuinda pi’ dongjaa je insom da la rosta.
Li al è il puart da peraulisdulà che li’ vôs cambiin savôr:se la buera si sbalia,sunsura fin dentri San Zorzla lenga dai pescjadôrs.
E a sera, a Prissinins,cuant che ’l Stela si plata,un pocja di lûs su l’aga:a son lusignis,no stelis che lusin.
Il porto delle parole
Quando i fiumisi arrendono al sale,portano paroleche credevi morte,dimenticate nei campi.
Stanno sull’acqua come ramispezzati da un temporale,caduti nel Tagliamentoo nell’Isonzo.
Quando alla finesi allargano in mare,poche ritornano indietro,spinte dall’ondasu una riva friulana.
E il vento che le spingepiega l’erba distesafino ai campi di Aquileia.
Trattori come navisull’orizzonte di terra:lì la sponda più vicinaè in fondo all’argine.
Lì è il porto delle parole,dove le voci cambiano sapore:se la bora si sbaglia,sussurra fin dentro San Giorgiola lingua dei pescatori.
E a sera, a Precenicco,quando lo Stella si nasconde,un po’ di luce sull’acqua:sono lucciole,non stelle che luccicano.
Casone Panigailaguna di Grado
Non esistono isole nella laguna, solo illusioni galleggianti che parlano al mare.da Prologo di laguna
Vertigine
Più in làdelle case sparse,oltre ai campischiacciatida così tanto cielo,l’anomalia.
Come ad un’àncoraaggrappato a mio padre,con la manopiccola in frontea schermare il sole
non credevoalla vertiginedi quei blu capovolti,troppi da guardaresoltanto con gli occhi.
Scaraventatonei miei tre anni,il mare,più improvvisodi una malattia,più grandedella consapevolezza.
E immergere i piediè un battesimo,un brivido,un’estrema unzione.
E anche se il marete lo metti in tascacome una conchigliae te lo porti viacome un dispiacere,è risacca lentae torna sempre,come una nostalgia.
Tramonto a BelvedereAquileia
La laguna è uno specchio che non mostra il suo volto.da Prologo di laguna
BarchettaFossalon
Ogni giorno, sospese sullo stesso riflesso, nel silenzio scrutano il proprio volto.da Batèle
Barchetta piena di pioggiaFossalon
Culle vuote, colme di pioggia, aggrappate alla bassa marea.da Batèle
Accordi
Il vento suona i palicome organi di chiesa.Geme e diventa rombola bora che sale.
L’acqua sciaborda ai fianchi,gorgoglia sotto il legno,e con un raschio fondola chiglia incide il fango.
Un colpo secco:la boa.
Tintinna la sartianella frusta delle cime:un tonfo — il remo affonda,poi la rete in mare,un frullo d’ali in aria,sibili tra le canne.
Uno schianto breve:l’onda sulla barena.
Irrompe una bestemmia.Da barca a barca un “’ndemo!”Passi di legnosull’imbarcadero,controcanto a rintocchidi campane lontane.
Mai muta è la laguna:ciò che pare silenzioè la musica del mare.
Caligo al faroLignano
Nel grigio, solo l’acqua: sto sospeso in un’amnesia, senza la zavorra della terra.da Caligo
Il faro rosso
Eppure resiste,guardiano di ieriinginocchiato sui pali.
La sua luceeraun taglio nel buio,un urlo biancoogni cinque secondi.
Orail suo gridoè un silenzio rossoche incendia l’alba,memoriadi chi è partito interoed è tornato a pezzi.
Non chiama.Non risponde.Sta.
La pagodaLignano
La Pagoda è trafitta, e mostra le ossa. La sua è chirurgia senza anestesia.da Autopsia di mare, III
Il trabuccoLignano
Fermo come una bricola conficcata in acqua, tra la pazienza dell’abitudine e l’infinito del cielo.da Stasi
BarchetteFossalon
Dentro il fondale del sogno, mi muovo incerto come fanno quei ricordi che si ostinano a galleggiare.da Epilogo di laguna
Il libro
Mare chiuso nasce da un’ossessione geografica e da un’urgenza che viene dal fondo.
Perché, in laguna, si galleggia sempre sul fondo del cielo.
Poesie. 96 pagine, formato A5. Prima edizione, marzo 2026.
Le poesie qui riunite sono visioni, fotografie scattate nell’intimo della coscienza e sviluppate nella camera chiara della memoria.
Mostra con il patrocinio del Comune di Palmanova, con il riconoscimento FIAF G13/2026. Organizzazione: Circolo Fotografico Palmarino. Photo Show 2026, Palmanova Fotografia.