Luigino Snidero

Mare chiuso

La laguna di Grado, Marano e Lignano come luogo della memoria e della trasformazione, in un percorso dove fotografia e parola si intrecciano.

Mostra fotografica, testi e poesie di Luigino Snidero

Inaugurazione

Sabato 31 ottobre 2026, ore 16.30

Polveriera Foscarini, Contrada Foscarini, Palmanova (UD). Ingresso libero.

La mostra

Aperta dall’1 al 16 novembre 2026.

Orari completi sul sito del Circolo Fotografico Palmarino.

Serate con gli autori

Lunedì 9 novembre, ore 20.30
con Fabio Pappalettera

Lunedì 16 novembre, ore 20.30
con Stefania Tais

Corso di multivisioni

Lunedì 2, giovedì 5 e giovedì 12 novembre, ore 20.30.

Informazioni sul sito del Circolo.

La locandina della mostra Mare chiuso

La locandina della mostra.

Scarica il PDF

Il percorso

Una selezione di fotografie e poesie da Mare chiuso.

Prologo di laguna

C’è un luogodove il mare s’insinuae la terra si arrende,un limbo incerto,confine liquidotra acqua e respiro,patria che mutaa ogni tesa di rete.

Sulle bareneil tempo non scorre:conta le maree,e sa che nessuna ormadura per sempre.

Non esistono isolenella laguna,solo illusioni galleggiantiche parlano al mareguardando il cielo.

La laguna è uno specchioche non mostra il suo volto.Sa tutto e tace,serba un segreto:conosce i nomidi chi resta e di chi parte,e il suo silenziosi posa sul fondo.

Veduta dall’alto di barene verdi con macchie chiare e piccoli canali che si ramificano

Ghebi “Alberi della vita”laguna di Grado

Se voli, li vedi
i disegni di Dio:
qui scorre la vita
che non si svela.da Ghebi

Veduta dall’alto di un canale azzurro che si ramifica nella barena

Ghebi ramificatilaguna di Grado

La luce accende
vene d’argento
incise nel fango.da Ghebi

Veduta dall’alto di una barca nella laguna, con una fila di pali e nuvole riflesse nell’acqua

Barca di pescatorelaguna di Grado

Tra i rami d’acqua
la barca è un nido
che galleggia
sul fondo del cielo.da Ghebi

L’isola di Barbana in controluce al tramonto, con il cielo arancione riflesso nell’acqua

Barbana al tramontolaguna di Grado

Il santuario ha il volto austero,
mille ex voto mi fissano dai muri:
cuori d’argento, miracoli sotto vetro.da Per grazia ricevuta

Barbana

Se voli, li vedii disegni di Dio:qui scorre la vitache non fa rumore.

Tra i rami d’acquala barca è un nido:galleggiasul fondo del cielo.

Sospesanel suo riflessosi accende Barbana:fragranza d’incenso;cuori d’argentodai muri veglianoil sonno dei pescatori.

Un rintocco di campanaincrespa la bonaccia,un brivido si stendesulla laguna di Grado.

Dal fondoogni preghiera affiora:è fedeche sa di sale.

Versione per la mostra, rielaborazione di Ghebi.

Rami spiaggiati e onde lunghe sulla riva, con il sole basso all’orizzonte

Ramaçs tal TilimentLignan

A stan su l’aga come ramaçs
crevâts di un burlaç,
colâts tal Tiliment
o tal Lusinç.da Al puart da peraulis

Al puart da peraulis

Cuant che i flumssi rindin al sâl,a puartin peraulische tu crodevis muartis,dismenteadis tai cjamps.

A stan su l’aga come ramaçscrevâts di un burlaç,colâts tal Tilimento tal Lusinç.

Cuant che tal ultina si slargjin sul mâr,dome pocjis a tornin indaûr,sburtadis da l’ondasuntuna riva furlana.

E ’l vint che lis sburtaplea l’arba pognetafin tai cjamps di Aquilea.

Tratôrs come nâfssul orizont di tiara:li la spuinda pi’ dongjaa je insom da la rosta.

Li al è il puart da peraulisdulà che li’ vôs cambiin savôr:se la buera si sbalia,sunsura fin dentri San Zorzla lenga dai pescjadôrs.

E a sera, a Prissinins,cuant che ’l Stela si plata,un pocja di lûs su l’aga:a son lusignis,no stelis che lusin.

Il porto delle parole

Quando i fiumisi arrendono al sale,portano paroleche credevi morte,dimenticate nei campi.

Stanno sull’acqua come ramispezzati da un temporale,caduti nel Tagliamentoo nell’Isonzo.

Quando alla finesi allargano in mare,poche ritornano indietro,spinte dall’ondasu una riva friulana.

E il vento che le spingepiega l’erba distesafino ai campi di Aquileia.

Trattori come navisull’orizzonte di terra:lì la sponda più vicinaè in fondo all’argine.

Lì è il porto delle parole,dove le voci cambiano sapore:se la bora si sbaglia,sussurra fin dentro San Giorgiola lingua dei pescatori.

E a sera, a Precenicco,quando lo Stella si nasconde,un po’ di luce sull’acqua:sono lucciole,non stelle che luccicano.

Un casone su un isolotto della laguna, con nuvole scure e cielo arancione riflesso nell’acqua

Casone Panigailaguna di Grado

Non esistono isole
nella laguna,
solo illusioni galleggianti
che parlano al mare.da Prologo di laguna

Vertigine

Più in làdelle case sparse,oltre ai campischiacciatida così tanto cielo,l’anomalia.

Come ad un’àncoraaggrappato a mio padre,con la manopiccola in frontea schermare il sole

non credevoalla vertiginedi quei blu capovolti,troppi da guardaresoltanto con gli occhi.

Scaraventatonei miei tre anni,il mare,più improvvisodi una malattia,più grandedella consapevolezza.

E immergere i piediè un battesimo,un brivido,un’estrema unzione.

E anche se il marete lo metti in tascacome una conchigliae te lo porti viacome un dispiacere,è risacca lentae torna sempre,come una nostalgia.

Il sole basso sulla laguna, con barene sottili e acqua blu profondo

Tramonto a BelvedereAquileia

La laguna è uno specchio
che non mostra il suo volto.da Prologo di laguna

Una barca gialla ferma sull’acqua liscia, con il cielo nuvoloso riflesso

BarchettaFossalon

Ogni giorno, sospese
sullo stesso riflesso,
nel silenzio scrutano il proprio volto.da Batèle

Una barca in acque basse all’alba, con il sole basso e nuvole rosate

Barchetta piena di pioggiaFossalon

Culle vuote,
colme di pioggia,
aggrappate
alla bassa marea.da Batèle

Accordi

Il vento suona i palicome organi di chiesa.Geme e diventa rombola bora che sale.

L’acqua sciaborda ai fianchi,gorgoglia sotto il legno,e con un raschio fondola chiglia incide il fango.

Un colpo secco:la boa.

Tintinna la sartianella frusta delle cime:un tonfo — il remo affonda,poi la rete in mare,un frullo d’ali in aria,sibili tra le canne.

Uno schianto breve:l’onda sulla barena.

Irrompe una bestemmia.Da barca a barca un “’ndemo!”Passi di legnosull’imbarcadero,controcanto a rintocchidi campane lontane.

Mai muta è la laguna:ciò che pare silenzioè la musica del mare.

Il faro rosso di Lignano nella nebbia, al termine della passerella di legno con i pali

Caligo al faroLignano

Nel grigio,
solo l’acqua:
sto sospeso in un’amnesia,
senza la zavorra della terra.da Caligo

Il faro rosso

Eppure resiste,guardiano di ieriinginocchiato sui pali.

La sua luceeraun taglio nel buio,un urlo biancoogni cinque secondi.

Orail suo gridoè un silenzio rossoche incendia l’alba,memoriadi chi è partito interoed è tornato a pezzi.

Non chiama.Non risponde.Sta.

Una passerella di travi di legno che si allunga verso il mare sotto un cielo grigio

La pagodaLignano

La Pagoda è trafitta,
e mostra le ossa.
La sua è chirurgia
senza anestesia.da Autopsia di mare, III

Un pontile di legno con un grosso palo in primo piano e la laguna al crepuscolo

Il trabuccoLignano

Fermo come una bricola
conficcata in acqua,
tra la pazienza dell’abitudine
e l’infinito del cielo.da Stasi

Due barche ferme sull’acqua a specchio, al tramonto

BarchetteFossalon

Dentro il fondale del sogno,
mi muovo incerto
come fanno quei ricordi
che si ostinano a galleggiare.da Epilogo di laguna

Il libro

La copertina del libro Mare chiuso di Luigino Snidero

Mare chiuso nasce da un’ossessione geografica e da un’urgenza che viene dal fondo.

Perché, in laguna, si galleggia sempre sul fondo del cielo.

Poesie. 96 pagine, formato A5. Prima edizione, marzo 2026.

Le poesie qui riunite sono visioni, fotografie scattate nell’intimo della coscienza e sviluppate nella camera chiara della memoria.

Cristina Noacco, dalla prefazione

Per informazioni e acquisti: luigino.snidero [chiocciola] gmail.com

Il libro è disponibile anche alla mostra.

Logo del Circolo Fotografico Palmarino

Mostra con il patrocinio del Comune di Palmanova, con il riconoscimento FIAF G13/2026. Organizzazione: Circolo Fotografico Palmarino. Photo Show 2026, Palmanova Fotografia.